Come sono diventato venditore 2.0

lug 23
vendere kobral

Come sono diventato venditore 2.0

Questo post è stato creato grazie al contributo di Mario (nome di fantasia) che ci ha contattati per rilasciare un’intervista spontanea (in realtà è stata una piacevole chiacchierata su Skype di circa un’ora) sulla sua esperienza di utilizzo di Kobral.

Di seguito riporterò quanto è emerso dalla breve chiacchierata fatta con Mario, facendo prima un paio di precisazioni: Mario è un promotore finanziario, si occupa della gestione del credito di privati, lavora per un importante istituto di credito italiano da quasi 10 anni. Quando ho chiesto se potevo riportare le sue considerazioni sul blog ha scelto di poter rimanere anonimo per ovvie questioni di privacy.

Ecco quindi la sintesi di quanto ci siamo detti. Buona lettura.

Ciao Mario, come sei venuto a conoscenza di Kobral e cosa ti ha spinto ad iscriverti?

“In realtà sono partito con la lettura di un articolo trovato su Linkedin [questo n.d.r.] e la voglia di provare ad aumentare l’engagement è stata tanta. Spesso nell’azienda per cui lavoro ci fanno formazione sui social network, dicendo che è li che si trovano la maggior parte dei nostri potenziali clienti, ma una vera e propria strategia di attacco non l’avevo mai sviluppata.
Nei professionisti è instillata l’idea comune che Linkedin sia il centro dove raccogliere informazioni e contatti legati al lavoro, Facebook sia il cazzeggio digitale e Twitter un posto sconosciuto dove bisogna esserci. Ecco così usavo i social prima di provare Kobral...”

E poi?

Poi ho ribaltato le regole del gioco ed il gioco stesso. Si parla spesso di pensiero laterale, io penso che prima di capire questo mondo per quello che è veramente il mio pensiero era in letargo!
È una sensazione strana scoprire che veramente i social sono un motore di business enorme.

Mi fa piacere sentirtelo dire! E quindi ti sei iscritto avendo subito le idee chiare?

“No subito ovviamente non sapevo se avrei utilizzato lo strumento con costanza, il post del blog mi aveva attirato molto.
L’idea di poter prevedere le reazioni del pubblico è una cosa non da poco. Volevo provare a sbugiardarti, ma il test ha funzionato quindi ora mi trovo a parlare con te…magari ci scappa una dritta in più. Comunque quando mi sono iscritto ho usato subito il piano free, tanto per vedere come funziona la piattaforma e subito ho collegato il mio account personale Facebook

E Twitter?

“Twitter in quel momento non mi interessava, come detto prima pur avendo l’account non avevo ancora capito la potenzialità del social dei cinguetti.
Così ho fatto il primo test, quello legato alla creazione di un post ad alto contenuto di engagement.
La procedura era identica a quella descritta nel post: ho aspettato 3 giorni per avere più dati a disposizione, ho selezionato la categoria che rendeva di più, ho visto il giorno e l’ora in cui i post mi rendevano di più e poi via con la pubblicazione. Il post conteneva una frase associata ad una situazione di vita in macchina, mi sposto spesso per lavoro, un successo assurdo. Superava gli standard di interazione che solitamente avevo su Facebook. Era incredibile.

E come secondo passo cosa hai fatto?

Dopo qualche giorno mi è arrivata la mail che mi sbloccava il free trial completo della versione starter, in quel modo potevo vedere tutti i post e tutte le persone che mi seguivano.
Li un lavoro enorme, di classificazione e tag dei miei amici, dividendoli inizialmente come “clienti” e “non clienti” e poi per altre categorie definite da me, fino a quando non ho scoperto una cosa nuova. L’analisi sul singolo seguace.

Quello è uno dei punti di forza di Kobral

“Mannaggia a me che non me ne sono accorto prima. Cliccando sulla faccina delle persone che mi seguivano potevo vedere dove come e soprattutto QUANDO interagivano con me. Tu sei un tecnico, ma non sai cosa è significato per me.”

Cosa?

Prima contattavo le persone in momenti che erano sempre comodi a me con argomenti che pensavo potessero servire a loro, ora invece so cosa sta loro a cuore, cosa piace ai miei amici e quando sono liberi da impegni.
Di alcuni avevo veri e propri schemi di quando erano liberi per commentare le cose che scrivevo su Facebook. Sapevo finalmente cosa le persone volevano che io dicessi, e anche quando.
Avevo in mano la triade della vendita: messaggio, persona, tempo…poi arrivò la crisi greca”

E cosa interessa la Grecia con i social network?

“Vedi, in giorni ancora non sospetti, quando ancora non si parlava di referendum, molti miei colleghi facevano gli spiegoni su Facebook, e i loro amici/fan forse capivano poco, vedendo il messaggio grave ma comunque distante dalle loro realtà.
Io invece sapevo chi aveva a cuore le tasse (gli utenti che commentavano-interagivano sui post legati al mondo aziendale-business), chi il patrimonio da lasciare in eredità (chi mi commentava sulle foto dei bimbi piccoli) e chi la futura pensione (quelli che interagivano sui post legati al mondo lavorativo).
Tutto questo lo sapevo sia per i miei clienti, per gestione diretta, sia per i non clienti, osservando le reazioni ai miei vecchi post. Così cominciò quella che ora definisco “la mia social week”.
Mi alzavo al mattino presto e pianificavo messaggi, post etc… Con Kobral sempre aperto per verificare giorni ed orari migliori.”

E cosa è venuto fuori dalla tua “social week”?

“Devo essere sincero, non è partita benissimo, subito non ho avuto i risultati che speravo, ma dopo i primi 2 giorni di rodaggio ho iniziato ad avere i primi risultati.
Non ero più io che mi avvicinavo alle persone, erano loro che chiedevano (tramite messaggi privati) di incontrarmi per una consulenza.
A quel punto si tornava a fare gli appuntamenti fisici, ma con persone che già mi avevano scelto. A questo punto sta solo a me far vedere le mie capacità.”

E dopo la “social week”?

“Dopo sono andato avanti, ho stilato un piano editoriale costante che sta dando i suoi frutti.
Intanto ho aggiunto anche Twitter e provveduto a rinnovare il piano starter di Kobral, tanto sono dieci euro [9.99€ n.d.r.] ben spesi.”